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	<title>Comments on: sassoferrato</title>
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		<title>By: Beuysboys &#187; attorno a geopuzzle</title>
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		<dc:creator>Beuysboys &#187; attorno a geopuzzle</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2006 10:48:12 +0000</pubDate>
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		<description>[...] In corrispondenza con la 1&#176; Conferenza Provinciale sul &#8220;Risparmio Energetico e Fonti Alternative&#8221; -promossa a Sassoferrato il 13 Gennaio scorso dall&#8217;assessorato all&#8217;Ambiente della Provincia di Ancona- si &#232; tenuto l&#8217;evento conclusivo del progetto di arte ambientale GEOPUZZLE che &#232; stato reso possibile anche grazie al sostegno di ARCI Ancona. Il progetto -nato dal lavoro svolto in un workshop da Massimo Cartaginese e da Silvia Paoletti con alcuni ragazzi delle scuole medie della citt&#224; di Jesi- &#232; stato finalizzato alla creazione di una Mappa del Fiume Esino, attraverso la quale gli artisti hanno voluto rendere visibile l&#8217;alterazione psicologico percettiva provocata dai materiali plastici industriali inquinanti.  Per fare ci&#242; hanno proposto agli studenti di reinventare, durante un&#8217;attivit&#224; laboratoriale, di gruppo, una planimetria di sette metri &#8211;suddivisa in ventuno sezioni- che riproduce il corso del fiume nel tratto dell&#8217;Oasi di Ripa Bianca. Le singole sezioni sono state mischiate tra loro ed i ragazzi, a turno, dopo averle estratte una alla volta, le hanno disposte in successione sul terreno, segnandole con i reperti, i rifiuti, le materie inquinanti che sono soliti incontrare quotidianamente. Lentamente si &#232; quindi formato il profilo di&#160; un fiume stravolto e cosparso di detriti, un fiume semanticamente uguale a sé stesso eppure irriconoscibile.  Interessante notare come l&#8217;operazione sia stata bene recepita dagli studenti &#8211;certo anche perché proposta su modalit&#224; ludiche e creative- e come in essi si siano stimolate ed effettivamente&#160; depositate delle conoscenze importanti riguardo ad uno dei principali temi geo-antropici del mondo contemporaneo: l&#8217;inquinamento. Quindi un&#8217;operazione, questa, che &#232; stata capace, sin dall&#8217;inizio, di porsi nei termini di un evento, di una sperimentazione laboratoriale&#160; atta a sollecitare la creativit&#224; di ogni alunno riguardo un tema cos&#236; scottante e attuale, e ci&#242; in maniera volutamente irrispettosa delle modalit&#224; e dei canali consueti attraverso i quali si &#232; invece soliti intervenire. GEOPUZZLE ha voluto difatti mettere assieme contenuti artistici, ecologici, politici e sociali con una volont&#224; di proporre un vero e proprio puzzle a partire dalla geografia, per invitare a pensarla&#160; non pi&#249; come materia desueta e nozionistica bens&#236; come assoluta espressione dei sempre pi&#249; invasivi problemi che emergono dal rapporto tra l&#8217;operato dell&#8217;uomo e le risorse ambientali. L&#8217;immagine alterata del fiume risultante dal workshop -che ne ha mostrato l&#8217;attuale, pericolosa perdita di naturalit&#224;- &#232; stata poi provocatoriamente stampata su dei sacchi della spazzatura che si sono presentati perci&#242; in una veste ridefinita ad arte, perfettamente funzionale per veicolare, ad un livello pi&#249; ampio, un messaggio mobile d&#8217;autore capace di imporre il punto di vista differente e di invitare alla seria riflessione. Durante la giornata di Sassoferrato i sacchi sono stati difatti distribuiti a coloro i quali sono intervenuti al convegno e ad un campione della popolazione cittadina scelto in maniera estemporanea.  Con l&#8217;intenzione di provocare una risposta immediata nel pubblico &#232; stata pure richiesta la compilazione di un questionario pensato dagli artisti e finalizzato alla sensibilizzazione su tali tematiche anche da parte di un pubblico di non addetti ai lavori, come stimolo ad un&#8217;ulteriore riflessione in materia di sviluppo sostenibile, di attenzione ecologica oltre che sul rapporto che l&#8217;arte pu&#242; e deve avere con le sempre pi&#249; urgenti e problematiche questioni ambientali.  L&#8217;attualizzazione concreta di questa proposta, l&#8217;effettivo riscontro e la reale assimilazione da parte delle persone incontrate, sono stati, come sempre in queste occasioni, cose complicate ma profondamente stimolanti. L&#8217;uscita degli artisti &#8211;finalizzata alla distribuzione dei materiali prodotti- ha destato naturalmente, negli abitanti di un piccolo centro com&#8217;&#232; Sassofferato, diffidenza e stupore, provocando ritrosia ed imbarazzo dei pi&#249; vari. Certo, alcuni invece, superando il primo impatto traumatico, di incontro con persone mai viste che invitavano all&#8217;attenzione e alla messa a disposizione del proprio tempo, hanno acconsentito a collaborare, mostrandosi interessati alle questioni e all&#8217;attivit&#224; di provocazione e di sollecitazione creativa formulate. L&#8217;azione di Sassoferrato &#232; stata comunque la conclusione parziale di una proposta che proseguir&#224; attraverso la spedizione, da parte dell&#8217;assessorato alla provincia&#160; di Ancona, dei sacchi e dei questionari prodotti a tutti i residenti del territorio del fiume esino. Questo progetto, per concludere, &#232; stato in sostanza concepito come un&#8217;effettiva azione interdisciplinare dal carattere processuale, come un&#8217;avventura alla scoperta, tentativo per raggiungere finalmente una consapevolezza ecologica diffusa. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] In corrispondenza con la 1&deg; Conferenza Provinciale sul &ldquo;Risparmio Energetico e Fonti Alternative&rdquo; -promossa a Sassoferrato il 13 Gennaio scorso dall&rsquo;assessorato all&rsquo;Ambiente della Provincia di Ancona- si &egrave; tenuto l&rsquo;evento conclusivo del progetto di arte ambientale GEOPUZZLE che &egrave; stato reso possibile anche grazie al sostegno di ARCI Ancona. Il progetto -nato dal lavoro svolto in un workshop da Massimo Cartaginese e da Silvia Paoletti con alcuni ragazzi delle scuole medie della citt&agrave; di Jesi- &egrave; stato finalizzato alla creazione di una Mappa del Fiume Esino, attraverso la quale gli artisti hanno voluto rendere visibile l&rsquo;alterazione psicologico percettiva provocata dai materiali plastici industriali inquinanti.  Per fare ci&ograve; hanno proposto agli studenti di reinventare, durante un&rsquo;attivit&agrave; laboratoriale, di gruppo, una planimetria di sette metri &ndash;suddivisa in ventuno sezioni- che riproduce il corso del fiume nel tratto dell&#8217;Oasi di Ripa Bianca. Le singole sezioni sono state mischiate tra loro ed i ragazzi, a turno, dopo averle estratte una alla volta, le hanno disposte in successione sul terreno, segnandole con i reperti, i rifiuti, le materie inquinanti che sono soliti incontrare quotidianamente. Lentamente si &egrave; quindi formato il profilo di&nbsp; un fiume stravolto e cosparso di detriti, un fiume semanticamente uguale a sé stesso eppure irriconoscibile.  Interessante notare come l&rsquo;operazione sia stata bene recepita dagli studenti &ndash;certo anche perché proposta su modalit&agrave; ludiche e creative- e come in essi si siano stimolate ed effettivamente&nbsp; depositate delle conoscenze importanti riguardo ad uno dei principali temi geo-antropici del mondo contemporaneo: l&rsquo;inquinamento. Quindi un&rsquo;operazione, questa, che &egrave; stata capace, sin dall&rsquo;inizio, di porsi nei termini di un evento, di una sperimentazione laboratoriale&nbsp; atta a sollecitare la creativit&agrave; di ogni alunno riguardo un tema cos&igrave; scottante e attuale, e ci&ograve; in maniera volutamente irrispettosa delle modalit&agrave; e dei canali consueti attraverso i quali si &egrave; invece soliti intervenire. GEOPUZZLE ha voluto difatti mettere assieme contenuti artistici, ecologici, politici e sociali con una volont&agrave; di proporre un vero e proprio puzzle a partire dalla geografia, per invitare a pensarla&nbsp; non pi&ugrave; come materia desueta e nozionistica bens&igrave; come assoluta espressione dei sempre pi&ugrave; invasivi problemi che emergono dal rapporto tra l&rsquo;operato dell&rsquo;uomo e le risorse ambientali. L&rsquo;immagine alterata del fiume risultante dal workshop -che ne ha mostrato l&rsquo;attuale, pericolosa perdita di naturalit&agrave;- &egrave; stata poi provocatoriamente stampata su dei sacchi della spazzatura che si sono presentati perci&ograve; in una veste ridefinita ad arte, perfettamente funzionale per veicolare, ad un livello pi&ugrave; ampio, un messaggio mobile d&rsquo;autore capace di imporre il punto di vista differente e di invitare alla seria riflessione. Durante la giornata di Sassoferrato i sacchi sono stati difatti distribuiti a coloro i quali sono intervenuti al convegno e ad un campione della popolazione cittadina scelto in maniera estemporanea.  Con l&#8217;intenzione di provocare una risposta immediata nel pubblico &egrave; stata pure richiesta la compilazione di un questionario pensato dagli artisti e finalizzato alla sensibilizzazione su tali tematiche anche da parte di un pubblico di non addetti ai lavori, come stimolo ad un&rsquo;ulteriore riflessione in materia di sviluppo sostenibile, di attenzione ecologica oltre che sul rapporto che l&rsquo;arte pu&ograve; e deve avere con le sempre pi&ugrave; urgenti e problematiche questioni ambientali.  L&rsquo;attualizzazione concreta di questa proposta, l&rsquo;effettivo riscontro e la reale assimilazione da parte delle persone incontrate, sono stati, come sempre in queste occasioni, cose complicate ma profondamente stimolanti. L&rsquo;uscita degli artisti &ndash;finalizzata alla distribuzione dei materiali prodotti- ha destato naturalmente, negli abitanti di un piccolo centro com&rsquo;&egrave; Sassofferato, diffidenza e stupore, provocando ritrosia ed imbarazzo dei pi&ugrave; vari. Certo, alcuni invece, superando il primo impatto traumatico, di incontro con persone mai viste che invitavano all&rsquo;attenzione e alla messa a disposizione del proprio tempo, hanno acconsentito a collaborare, mostrandosi interessati alle questioni e all&rsquo;attivit&agrave; di provocazione e di sollecitazione creativa formulate. L&#8217;azione di Sassoferrato &egrave; stata comunque la conclusione parziale di una proposta che proseguir&agrave; attraverso la spedizione, da parte dell&rsquo;assessorato alla provincia&nbsp; di Ancona, dei sacchi e dei questionari prodotti a tutti i residenti del territorio del fiume esino. Questo progetto, per concludere, &egrave; stato in sostanza concepito come un&rsquo;effettiva azione interdisciplinare dal carattere processuale, come un&rsquo;avventura alla scoperta, tentativo per raggiungere finalmente una consapevolezza ecologica diffusa. [...]</p>
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