paesaggi interrotti (1)
Massimo Cartaginese
“Ogni uomo prende i limiti del proprio campo visivo per i limiti del mondo.”
(A. Schopenhauer)
1
“PAESAGGI INTERROTTI può inserirsi concretamente nell’area ed agire da cassa di risonanza, con un’operazione mediatica in grado di stimolare le proiezioni immaginative degli abitanti sul proprio territorio.”
Rileggo questa frase concisa: a f f e r m a t i v a. Fa parte della presentazione al progetto - 2006.
I miei obiettivi sono ancora tutti lì, in quelle poche parole.
Bisognerebbe capire meglio COME, andarci in punta di piedi…essere certi che i residenti lo chiedono.
PROIEZIONI IMMAGINATIVE: la chiave di volta ma anche lo scarto, la differenza. Noi e loro.
Primo: trovare le mie proiezioni! Vedo la raffineria da molto lontano. Visione forviante. Celeste: quasi astronomica. Lontano perenne bruciare. Innocuo?
La prospettiva deforma, ribalta i riferimenti:
vicinanza / lontananza
percezioni sensoriali / proiezioni immaginative.
Chi vive LA’ sotto s’è organizzato: un comitato popolare. Combustione. Prospettiva scorciata. Nessuna distanza consolatoria. Qui e ora. Obiettivi: tutela della salute; salvaguardia del territorio.
E’ necessario informarsi, ascoltare. Misurare i “punti di vista”. Nessuno ci ha chiamato.
“pensiamo che l’arte possa dare un contributo diverso!” (a dirmi artista provo un certo imbarazzo.)
2
La prima cosa che si nota è proprio l’INTERRUZIONE.
La qualità territoriale della foce che si è persa per sempre: salta all’occhio.
Poi si capisce che un’intera sequenza di abitudini, comportamenti e riferimenti culturali che fanno la vita di tutti i giorni, sono spariti per forza di cose, trasformati in individuali strategie di sopravvivenza. Frammentazione. I n t e r r u z i o n e.
Eppure qualcosa è rimasto. Memoria collettiva, quel tanto che basta per giustificare la presenza e i reclami del comitato.
3
Riuscire a “raccogliere” una PROIEZIONE è importante quanto averla immaginata. In mancanza di un dispositivo utile, la proiezione resta solo un’idea: invisibile.
E’ fondamentale trovare una superficie in grado di coagulare e riflettere, di fare da ponte tra chi invia il messaggio e chi lo riceve. Quello che interessa è provocare ALTRE proiezioni creative e non abbandonare vuoti a perdere. Rimandi. Dispositivo di TRANSITO: nel paesaggio interrotto; nella memoria interrotta.
Utopia: è in questa intenzione.
4
Il poster pubblicitario fa al caso nostro. E’ uno schermo efficace perché apre un varco. E’ un canale di trasmissione diretta e familiare. Grande e colorato frantuma la noia dello scenario urbano, rivelando il suo ESSERE ingresso e ripetitore (di concetti/parole/immagini).
Il suo limite sta nel contenuto imposto. Questo è il confine da superare.
Noi non cerchiamo di imporre una via di fuga ma di suggerire la possibilità, il desiderio, forse la speranza: almeno richiamare il ricordo.
E’ necessario trovare combinazioni adatte a provocare l’immaginazione dei residenti: nella superficie di un manifesto; non facile.
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Repetita iuvant!
Alla fine abbiamo 12 poster che replicano per 12 volte –utilmente- le stesse domande:
Quale è il SENSO di un territorio ridotto ai minimi termini?
Quale capacità di abitarlo rimane?
Sono tutti realizzati con lo stesso principio di base: recuperare la potenzialità comunicativa del PROVERBIO.
Scommettere sul proverbio locale come “luogo comune”. Spazio virtuale nel quale tutti si riconoscono. Vi riconosciamo il fatto di appartenere ad una comunità specifica.
Pro-verbio: misura di buon senso; di temperatura emotiva. TRASCORSO da recuperare positivamente.
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Testo E immagine è un parametro efficace della comunicazione grafico/pubblicitaria. Uno rafforza l’altra e viceversa. Il fine è potenziare il messaggio, renderlo palese. Parametro applicato a modo nostro.
Proverbio e IMMAGINE: 12 composizioni grafiche a quattro mani. Prevalenza di bianco e nero: l’eventualità delle sfumature ci insospettisce. Comunicazioni “di natura chiara e distinta”: hanno richiesto solida comunanza d’intenti, complicità intellettuale, tentativi accurati. Qualche sospensione…r i m a n d i: divertimento.
Due stili grafici opposti. Traiettorie eterogenee in equilibrio: costruiscono UNA immagine. Definitiva?
Le abbiamo preparate. Ci convincono. Sono abbinate a 12 proverbi selezionati con cura.
12 manifesti che attendono una verifica. Su piazza, è il caso di dire. Il risultato delle nostre private e complementari proiezioni mentali.
Se riusciranno ad INNESCARE riflessione, coinvolgimento, complicità; se riusciranno a provocare nei residenti di Villanova e della Valle Esina quello scarto immaginativo UTILE (è il postulato di base del nostro lavoro), potrò dirmi di essere cresciuto.
PROMEMORIA
24, 26, 27 agosto 2008
