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	<title>Comments on: paesaggi interrotti</title>
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		<title>By: Beuysboys &#187; paesaggi interrotti / interrupted landscapes</title>
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		<dc:creator>Beuysboys &#187; paesaggi interrotti / interrupted landscapes</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 12:47:34 +0000</pubDate>
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		<description>[...] PREMESSA La struttura territoriale contemporanea è regolata da un ordine razionale la cui organizzazione non è accessibile a chi in pratica la vive. Pianificata a distanza da un occhio estraneo che la disegna seguendo un&#8217;idea (il progetto), mantiene chi la abita in uno stato di alienazione dai processi creativi, atrofizzandone la capacità di abitare. Il fenomeno di spaesamento è intrinseco alle modalità contemporanee e determina una condizione permanente di smarrimento urbano. Se abitare significa stabilire una relazione con un orizzonte di riferimento, un territorio ridotto ai minimi termini da funzionalità economico-produttive ad alto impatto annulla la possibilità degli individui di relazionarsi al proprio ambiente. Il fiume Esino non scampa a questo destino. Fermandosi a parlare con le persone più anziane che abitano lungo i suoi argini, si raccolgono sempre le stesse frasi: &#8220;&#8230;un tempo&#8230; diciamo fino a trent&#8217;anni fa&#8230; si portavano i bambini a giocare, a nuotare&#8230;&#8221; La foce del fiume è ancora più pesantemente segnata, annullata da un intrico di zone industriali e reti infrastrutturali sempre distratte rispetto al valore nuturale e culturale dei luoghi. La presenza della raffineria Api sin dagli anni Cinquanta del Novecento è un segno impossibile da ignorare, e insieme allo scalo merci ferroviario contribuisce a rendere l&#8217;area una zona di confine, un territorio complesso e polimorfo, ma anche sfuggente e indistinto&#8230; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] PREMESSA La struttura territoriale contemporanea è regolata da un ordine razionale la cui organizzazione non è accessibile a chi in pratica la vive. Pianificata a distanza da un occhio estraneo che la disegna seguendo un&#8217;idea (il progetto), mantiene chi la abita in uno stato di alienazione dai processi creativi, atrofizzandone la capacità di abitare. Il fenomeno di spaesamento è intrinseco alle modalità contemporanee e determina una condizione permanente di smarrimento urbano. Se abitare significa stabilire una relazione con un orizzonte di riferimento, un territorio ridotto ai minimi termini da funzionalità economico-produttive ad alto impatto annulla la possibilità degli individui di relazionarsi al proprio ambiente. Il fiume Esino non scampa a questo destino. Fermandosi a parlare con le persone più anziane che abitano lungo i suoi argini, si raccolgono sempre le stesse frasi: &#8220;&#8230;un tempo&#8230; diciamo fino a trent&#8217;anni fa&#8230; si portavano i bambini a giocare, a nuotare&#8230;&#8221; La foce del fiume è ancora più pesantemente segnata, annullata da un intrico di zone industriali e reti infrastrutturali sempre distratte rispetto al valore nuturale e culturale dei luoghi. La presenza della raffineria Api sin dagli anni Cinquanta del Novecento è un segno impossibile da ignorare, e insieme allo scalo merci ferroviario contribuisce a rendere l&#8217;area una zona di confine, un territorio complesso e polimorfo, ma anche sfuggente e indistinto&#8230; [...]</p>
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