paesaggi interrotti

L’INTERVENTO
Voyagerlab (Massimo Cartaginese/Silvia Paoletti) propone di sperimentare la facoltà di abitare ricominciando a percepire il territorio come presenza sempre viva.
Il recupero di un luogo inizia nel pensiero dei suoi abitanti, nella tensione tra l’individuo e lo spazio e gli oggetti. PAESAGGI INTERROTTI cerca di ricomporre la rete di relazioni perse e dimenticate, riannodare racconti di usanze dismesse, azioni solo rincantucciate in una memoria che, a margine dalla quotidianità , non ha sufficiente potere per risvegliare il senso di appartenenza.

STRUMENTI E MODI D’INTERVENTO
Introdurre messaggi di altro contenuto nel tessuto della comunicazione massmediatica ordinaria è una pratica piuttosto diffusa dell’arte pubblica. La forma del manifesto pubblicitario, con messaggi verbali e iconici che stimolano immediati l’attenzione, reintroduce i nostri racconti della tradizione, e il paesaggio della memoria, nel territorio contemporaneo. Dislocati lungo un percorso stabilito, i poster segnano un percorso che praticato per intero rende chiara l’immagine attuale e tenta di richiamare a mente, di riflesso, una morfologia passata o forse ancora praticabile.
Tarato all’origine sulla raffineria Api come contenuto unico dell’operazione, il progetto prevede di collocare i manifesti nei pressi degli impianti, dislocandosi attorno alla foce del fiume. Relativamente al festival da cui ora é ospitato, proponiamo anche un eventuale percorso alternativo.

MODI COMUNICATIVI
Nei manifesti un’immagine è legata ad un detto popolare. Il proverbio è genericamente definito luogo comune, ad indicarne l’anti-scientificità di sapere effimero e superstizioso. Ma i luoghi comuni sono anche spazi dove le persone si ritrovano, riconoscendo il senso di appartenenza. Le parole del proverbio sono il paesaggio interiore su cui gli elementi iconici si appoggiano, evocativi di nuove interpretazioni.
Avendo scelto di operare nella dimensione mediatica, dunque nei modi rapidi dell’informazione, e volendo comunicare concetti quali la capacità di abitare un ambiente e il senso di terra, il proverbio diventa lo strumento diretto di riconnessione alla tradizione. Primo immediato ponte, in stile e tono popolare, verso la terra, con un senso di relazione, di usanza.

Aprile 2008,

Silvia Paoletti /Voyagerlab


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