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	<title>Beuysboys &#187; silvia paoletti</title>
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		<title>paesaggi interrotti: il catalogo</title>
		<link>http://beuysboys.bitlosophy.org/2009/11/18/al-di-la-dellarte-pubblica/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 08:46:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[gabriele perretta]]></category>
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		<description><![CDATA[Testo in catalogo di Gabriele Perretta Catalogue text by Gabriele Perretta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-561" title="catalogo" src="http://beuysboys.bitlosophy.org/wp-content/uploads/2009/11/catalogo.jpg" alt="catalogo" width="400" height="400" /></p>
<p><a href="http://voyagerlab.blogspot.com/p/paesaggi-interrotti_02.html">Testo</a> in catalogo di <em><a href="http://www.wikiartpedia.org/index.php?title=Perretta_Gabriele">Gabriele Perretta</a></em></p>
<p><span style="color: #330000;">Catalogue <a href="http://voyagerlab-en.blogspot.com/p/interruted-landescapes.html">text</a> by <em><a href="http://www.wikiartpedia.org/index.php?title=Perretta_Gabriele">Gabriele Perretta</a></em></span></p>
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		<title>paesaggi interrotti / interrupted landscapes opening</title>
		<link>http://beuysboys.bitlosophy.org/2009/09/12/paesaggi-interrottijesi-agosto-2009/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 19:24:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paesaggi interrotti, installazione di arte pubblica con 12 manifesti realizzata da Voyagerlab, ha inaugurato a Jesi lo scorso 13 agosto nell&#8217;ambito del festival &#8220;l&#8217;acqua, la memoria&#8221;. Il nostro punto di vista circa le trasformazioni ambientali, morfologiche e sociali che il territorio della Valle Esina ha subito negli ultimi 50 anni a causa dei processi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-493" title="sergio" src="http://beuysboys.bitlosophy.org/wp-content/uploads/2009/09/sergio1.jpg" alt="sergio" width="400" height="400" /></p>
<p><strong>Paesaggi interrotti</strong>, installazione di arte pubblica con 12 manifesti realizzata da <a href="http://voyagerlab.blogspot.com">Voyagerlab</a>, ha inaugurato a Jesi lo scorso 13 agosto nell&#8217;ambito del festival <a href="http://www.gomarche.it/notizia.php?id=36406">&#8220;l&#8217;acqua, la memoria&#8221;.</a> Il nostro punto di vista circa le trasformazioni ambientali, morfologiche e sociali che il territorio della Valle Esina ha subito negli ultimi 50 anni a causa dei processi di industrializzazione, è stato comunicato alla gente :  tre grandi strutture sistemate in Piazza della Repubblica hanno fatto da supporto ai poster affissi in due tornate successive.<br />
L’installazione, inaugurata lo scorso 13 agosto ha avuto termine il 1° settembre.  Le <a href="http://beuysboys.bitlosophy.org/paesaggi-interrotti-3/">foto </a>documentano l’intervento. Altri contenuti su PAESAGGI INTERROTTI sono riportati nel post precedente.</p>
<p><span style="color: #330000;"><strong>Interrupted landscapes</strong><em>’</em> opening (an installation with 12 posters) was on august the 13th in Jesi (Italy) within the festival &#8220;<a href="http://www.gomarche.it/notizia.php?id=36406">l&#8217;acqua, la memoria</a>&#8220;.<br />
Our point of view on the Valle Esina’s altered environment- due to the constant industrial processes in the last 50 years- has been communicated publicly by means of 12 posters stuck up on three structures placed in Piazza della Repubblica.<br />
The <a href="http://beuysboys.bitlosophy.org/paesaggi-interrotti-3/">pictures </a>depict the installation. More contents on INTERRUPTED LANDSCAPES are presented in the previous post. </span></p>
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		<title>paesaggi interrotti / interrupted landscapes</title>
		<link>http://beuysboys.bitlosophy.org/2008/09/13/paesaggi-interrotti-interrupted-landscapes/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 12:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PREMESSA La struttura territoriale contemporanea è regolata da un ordine razionale la cui organizzazione non è accessibile a chi in pratica la vive. Pianificata a distanza da un occhio estraneo che la disegna seguendo un&#8217;idea (il progetto), mantiene chi la abita in uno stato di alienazione dai processi creativi, atrofizzandone la capacità di abitare. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PREMESSA<br />
La struttura territoriale contemporanea è regolata da un ordine razionale la cui organizzazione non è accessibile a chi in pratica la vive. Pianificata a distanza da un occhio estraneo che la disegna seguendo un&#8217;idea (il progetto), mantiene chi la abita in uno stato di alienazione dai processi creativi, atrofizzandone la capacità di abitare. Il fenomeno di spaesamento è intrinseco alle modalità contemporanee e determina una condizione permanente di smarrimento urbano.<br />
Se abitare significa stabilire una <a href="http://www.arturbain.fr/arturbain/vocabulaire/francais/fiches/repere_nouvelle_version/fiche%20interactive/texte_it.htm">relazione </a>con un orizzonte di riferimento, un territorio ridotto ai minimi termini da funzionalità economico-produttive ad alto impatto annulla la possibilità degli individui di relazionarsi al proprio ambiente.<br />
Il fiume Esino non scampa a questo destino. Fermandosi a parlare con le persone più anziane che abitano lungo i suoi argini, si raccolgono sempre le stesse frasi: &#8220;&#8230;un tempo&#8230; diciamo fino a trent&#8217;anni fa&#8230; si portavano i bambini a giocare, a nuotare&#8230;&#8221;<br />
La foce del fiume è ancora più pesantemente segnata, annullata da un intrico di zone industriali e reti infrastrutturali sempre distratte rispetto al valore nuturale e culturale dei luoghi. La presenza della raffineria Api sin dagli anni Cinquanta del Novecento è un segno impossibile da ignorare, e insieme allo scalo merci ferroviario contribuisce a rendere l&#8217;area una zona di confine, un territorio complesso e polimorfo, ma anche sfuggente e indistinto. <em><a href="http://beuysboys.bitlosophy.org/paesaggi-interrotti-2/">(segue)</a></em></p>
<p><strong>Massimo Cartaginese</strong><em> </em></p>
<p><em>&#8220;Ogni uomo prende i limiti del proprio campo visivo per i limiti del mondo.&#8221;</em> <em>(A. Schopenhauer)</em><br />
<strong>Paesaggi interrotti</strong> può inserirsi concretamente nell’area ed agire da cassa di risonanza, con un’operazione mediatica in grado di stimolare le proiezioni immaginative degli abitanti sul proprio territorio.&#8221;<br />
Rileggo questa frase concisa: a f f e r m a t i v a. Fa parte della presentazione al progetto &#8211; 2006.<br />
I miei obiettivi sono ancora tutti lì, in quelle poche parole <a href="http://beuysboys.bitlosophy.org/paesaggi-interrotti/"><em>(segue)</em></a></p>
<p><strong>Silvia Paoletti</strong></p>
<p>&#8220;e gli uomini se ne vanno ad ammirare gli alti monti e i grandi flutti del mare e i larghi corsi dei fiumi e l&#8217;immensità dell&#8217;oceano e le rivoluzioni degli astri, ma trascurano sè stessi&#8221;<br />
è sant&#8217;agostino a parlare, citato da petrarca che ritrovo nel libro &#8220;la lettera del ventoso&#8221; curato da michael jakob<br />
continuo a pensare che per fortuna sono dotata della capacità di stupirmi ogni volta di fronte a paesaggi già noti <a href="http://beuysboys.bitlosophy.org/paesaggi-interrotti-1/"><em>(segue)</em></a></p>
<p><span style="color: #330000;">INTERRUPTED LANDSCAPES is a public art intervention that <a href="http://voyagerlab-en.blogspot.com/">Voyagerlab</a> (Massimo Cartaginese /Silvia Paoletti) planned in 2006 to bear Fiumesino-Villanova <a href="http://www.comitati-cittadini.org/">quarters committees</a> mobilized against the neighbouring and dangerous API refinery presence.<br />
Since long the refinery’s productive activity set at zero all specific environmental qualities of river Esino’mouth and interrupted inhabitants’ fecund reference with their territory.<br />
From 1950 on, the refinery altered the naturalistic area into a bare peripheral, discontinuous and heterogeneous zone. The refinery has produced air and waters pollution, it has triggered dangerous accidents for the collectivity, during which three workers died.<br />
INTERRUPTED LANDSCAPES can actually insert itself in the area and act as resonance for public opinion at large and for the involved quarters’ residents, in particular.<br />
Set up a few specific themes (related to the API activity results) our intervention fulfils itself by a series of promotional posters placed along Falconara’s (and the neighbouring Councils) streets.<br />
By the quick ways of the advertising communication, the posters reiterate concepts such as the capacity of dwell and the <a href="http://www.eslarp.uiuc.edu/la/la437-f95/reports/yards/main.html">sense </a>of territory. In each poster a significant image is linked with a local proverb, an ephemeral commonplace knowing  useful to gather the people together, who recognize their membership to a specific community.<br />
PAESAGGI INTERROTTI will be inaugurated within the artistic review “L’acqua e la memoria” (The water and the memory) next august 2009.</span></p>
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		<title>camminare / to walk</title>
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		<pubDate>Sun, 07 May 2006 16:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[arredo urbano]]></category>
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		<description><![CDATA[Camminare è forse il miglior modo per sperimentare la propria relazione con l&#8217;ambiente circostante. Ma come rendere “il camminare” qualcosa di creativo, senza subirne passivamente l’azione, liberandosi dalla consuetudine degli stessi percorsi sperimentati migliaia di volte? In altre parole, è possibile intervenire “artisticamente” nello spazio, in particolare quello urbano, articolandolo con il semplice atto del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><img title="psycogeography urban furnishing geografia psicologica arredo urbano beuysboys" src="http://beuysboys.bitlosophy.org/wp-content/cartolina_giorno_1.jpg" border="0" alt="psycogeography urban furnishing geografia psicologica arredo urbano beuysboys" hspace="5" vspace="0" width="400" height="302" /></p>
<p class="MsoNormal">Camminare è forse il miglior modo per sperimentare la propria relazione con l&#8217;ambiente circostante. Ma come rendere “il camminare” qualcosa di creativo, senza subirne passivamente l’azione, liberandosi dalla consuetudine degli stessi percorsi sperimentati migliaia di volte? In altre parole, è possibile intervenire “artisticamente” nello spazio, in particolare quello urbano, articolandolo con il semplice atto del camminare e superare la condizione dello spettatore? Ciascuno di noi ha sperimentato gli effetti che le diverse ambientazioni spaziali hanno sulle nostre emozioni e sui nostri (conseguenti) comportamenti. Questo è lo specifico della <a href="http://www.teknemedia.net/magazine/plaid/dettail.html?mId=587" target="_self">geografia psicologica</a>, una disciplina le cui origini datano alla Internazionale Situazionista del 1957. Credo che sia possibile ribaltare il rapporto e cioè: dato lo stesso consolidato ambito spaziale, riuscire a cambiarne la percezione attraverso il nostro corporeo movimento. Percorrere quello spazio inseguendo un disegno invisibile, estemporaneo, non meditato; oppure attraversarlo seguendo un disegno visibile e progettato secondo regole non convenzionali, non-utilitaristiche, giocosamente  polemiche&#8230;Provengo da una cultura di progetto. Giocoforza, è stata la seconda ipotesi a prevalere, quella raziocinante e meditata. Così ho iniziato a disegnare tracciati mistilinei, pieni di andate e ritorni, lunghi da percorrere e capaci di creare “imprevisti” prospettici. Li ho abbozzati in scala sulle planimetrie, modellando la forma agli spazi reali che avrebbero attraversato, naturali o costruiti. Ho calcolato angoli, raggi di curvatura e passi di spirale; ho immaginato l’effetto che avrebbero prodotto percorrendoli, in termini di percezione spaziale e temporale…Ed essendo innanzitutto tracciati mentali, è risultato difficile dare loro un “corpo”. La scia di una barca che si fa e si disfà continuamente seguendo un percorso in mare aperto è stato un tentativo riuscito. Ma la qualità del procedere in mare non può essere declinata: diversa è la condizione del camminare nel contesto urbano. In queste circostanze ho immaginato più prosaicamente  un percorso costruito da punti luminosi, luci di via nell’ambito di un più vasto intervento di <a href="http://beuysboys.bitlosophy.org/luci-di-via/" target="_self">arredo urbano</a>.</p>
<p><span style="color: #330000;"><span style="color: #330000;">To walk is probably the best way to test our relationships with the environment. The question is how to transform the act of walking into a creative process, setting us free from the habit of doing the same repetitive journeys. In other worlds, can we intervene “artistically” in a (urban) environment by the simple act of walking? Can we alter our consolidated perceptions of the place we live in, simply changing the way of going across it? Everybody has experienced the effects that different settings might cause in our feelings and behaviours. This issue ha been carefully considered by psycogeography, a discipline that dates back to the <a href="http://flag.blackened.net/liberty/situationist.html" target="_self">Situationist </a>International (1957). Presently, I wonder how to upturn this axiom, that is trying to change the perception of the same location we happen to live in. There basically two options: walking along extemporaneous, unmeditated and invisible paths; walking along unconventional, playful and polemics &#8211; but carefully planned &#8211; courses.<br />
As an architect, I have a strong “planning” attitude towards artistic process. So I started with drawing on a map long and broken-line tracings, keeping in mind the real spaces they were planned for. I computed angles and bending radii and spiral pitches; I valued the effect they might generate in terms of perception of that particular environment. I valued their length in terms of time.It is always difficult for me to find out the best way to turn up these tracings, which are basically cerebral, into real tracks. Conceptually the best result I attained till now has been the navigation of a sea course. The wake of the boat is totally temporary and very immaterial, thus very appropriate. Yet this arrangment can&#8217;t be used in an urban setting, so I though about an outdoor tracing made by spot-lights, a kind of lighted path within a larger <a href="http://beuysboys.bitlosophy.org/luci-di-via/">urban furnishing</a> concept.</span></span></p>
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		<title>geopuzzle</title>
		<link>http://beuysboys.bitlosophy.org/2006/01/27/attorno-a-geopuzzle/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 09:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gabriele Tinti (pubblicato su Juliet n°127 _ aprile-maggio 2006) In corrispondenza con la 1° Conferenza Provinciale sul “Risparmio Energetico e Fonti Alternative” -promossa a Sassoferrato il 13 Gennaio scorso dall’assessorato all’Ambiente della Provincia di Ancona- si è tenuto l’evento conclusivo del progetto di arte ambientale GEOPUZZLE che è stato reso possibile anche grazie al sostegno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-828" title="geopuzzle sacco1" src="http://beuysboys.bitlosophy.org/wp-content/uploads/2006/01/geopuzzle-sacco1.jpg" alt="" width="400" height="291" /></p>
<p><span style="color: #000000;"><em><a href="http://www.gabrieletinti.com/">Gabriele Tinti</a> (pubblicato su Juliet n°127 _ aprile-maggio 2006)</em><br />
In corrispondenza con la 1° Conferenza Provinciale sul “Risparmio Energetico e Fonti Alternative” -promossa a Sassoferrato il 13 Gennaio scorso dall’assessorato all’Ambiente della Provincia di Ancona- si è tenuto l’evento conclusivo del progetto di arte ambientale GEOPUZZLE che è stato reso possibile anche grazie al sostegno di ARCI Ancona.<br />
Il progetto -nato dal lavoro svolto in un workshop da <a href="http://voyagerlab.blogspot.com">Voyagerlab</a> (Massimo Cartaginese / Silvia Paoletti) con alcuni ragazzi delle scuole medie della città di Jesi- è stato finalizzato alla creazione di una Mappa del Fiume Esino, attraverso la quale gli artisti hanno voluto rendere visibile l’alterazione psicologico percettiva provocata dai materiali plastici industriali inquinanti. Per fare ciò hanno proposto agli studenti di reinventare, durante un’attività laboratoriale, di gruppo, una planimetria di sette metri –suddivisa in ventuno sezioni- che riproduce il corso del fiume nel tratto dell’Oasi di Ripa Bianca. Le singole sezioni sono state mischiate tra loro ed i ragazzi, a turno, dopo averle estratte una alla volta, le hanno disposte in successione sul terreno, segnandole con i reperti, i rifiuti, le materie inquinanti che sono soliti incontrare quotidianamente. Lentamente si è quindi formato il profilo di un fiume stravolto e cosparso di detriti, un fiume semanticamente uguale a sé stesso eppure irriconoscibile.<br />
Interessante notare come l’operazione sia stata bene recepita dagli studenti –certo anche perché proposta su modalità ludiche e creative- e come in essi si siano stimolate ed effettivamente depositate delle conoscenze importanti riguardo ad uno dei principali temi geo-antropici del mondo contemporaneo: l’inquinamento.<br />
Quindi un’operazione, questa, che è stata capace, sin dall’inizio, di porsi nei termini di un evento, di una sperimentazione laboratoriale atta a sollecitare la creatività di ogni<br />
alunno riguardo un tema così scottante e attuale, e ciò in maniera volutamente irrispettosa delle modalità e dei canali consueti attraverso i quali si è invece soliti intervenire.<br />
GEOPUZZLE ha voluto difatti mettere assieme contenuti artistici, ecologici, politici e sociali con una volontà di proporre un vero e proprio puzzle a partire dalla geografia, per invitare a pensarla non più come materia desueta e nozionistica bensì come assoluta espressione dei sempre più invasivi problemi che emergono dal rapporto tra l’operato dell’uomo e le risorse ambientali.<br />
L’immagine alterata del fiume risultante dal workshop -che ne ha mostrato l’attuale, pericolosa perdita di naturalità- è stata poi provocatoriamente stampata su dei sacchi della spazzatura che si sono presentati perciò in una veste ridefinita ad arte, perfettamente funzionale per veicolare, ad un livello più ampio, un messaggio mobile d’autore capace di imporre il punto di vista differente e di invitare alla seria riflessione.<br />
Durante la giornata di <a href="http://beuysboys.bitlosophy.org/sassoferrato/">Sassoferrato </a>i sacchi sono stati difatti distribuiti a coloro i quali sono intervenuti al convegno e ad un campione della popolazione cittadina scelto in maniera estemporanea.<br />
Con l’intenzione di provocare una risposta immediata nel pubblico è stata pure richiesta la compilazione di un questionario pensato dagli artisti e finalizzato alla sensibilizzazione su tali tematiche anche da parte di un pubblico di non addetti ai lavori, come stimolo ad un’ulteriore riflessione in materia di sviluppo sostenibile, di attenzione ecologica oltre che sul rapporto che l’arte può e deve avere con le sempre più urgenti e problematiche questioni ambientali.<br />
L’attualizzazione concreta di questa proposta, l’effettivo riscontro e la reale assimilazione da parte delle persone incontrate, sono stati, come sempre in queste occasioni, cose complicate ma profondamente stimolanti. L’uscita degli artisti –finalizzata alla distribuzione dei materiali prodotti- ha destato naturalmente, negli abitanti di un piccolo centro com’è Sassofferato, diffidenza e stupore, provocando ritrosia ed imbarazzo dei più vari. Certo, alcuni invece, superando il http://www.youtube.com/watch?v=YacNyKAaiig impatto traumatico, di incontro con persone mai viste che invitavano all’attenzione e alla messa a disposizione del proprio tempo, hanno acconsentito a collaborare, mostrandosi interessati alle questioni e all’attività di provocazione e di sollecitazione creativa formulate. L’azione di Sassoferrato è stata comunque la conclusione parziale di una proposta che proseguirà attraverso la spedizione, da parte dell’assessorato alla provincia di Ancona, dei sacchi e dei questionari prodotti a tutti i residenti del territorio del fiume esino. Questo progetto, per concludere, è stato in sostanza concepito come un’effettiva azione interdisciplinare dal carattere processuale, come un’avventura alla scoperta, tentativo per raggiungere finalmente una consapevolezza ecologica diffusa.</span></p>
<p><em><strong><span style="color: #330000;"><a href="http://voyagerlab-en.blogspot.com/p/geopuzzle.html">english text</a> </span></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=YacNyKAaiig" target="_blank">video</a></strong></em></p>
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		<title>laboratorio / workshop geopuzzle</title>
		<link>http://beuysboys.bitlosophy.org/2006/01/25/laboratorio-workshop/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2006 13:19:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[another green world]]></category>
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		<description><![CDATA[Geopuzzle nasce dal lavoro svolto in un workshop con ragazzi delle scuole medie di Jesi nel 2004. durante i lavori abbiamo creato con l’aiuto dei ragazzi, una nostra mappa del fiume Esino. Stravolgendone il corso, abbiamo reso chiaramente visibile l’alterazione provocata dai materiali plastici industriali. Il fiume, così segmentato, perde definitivamente la propria continuità, unità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-825" title="geolpuzzle-lab" src="http://beuysboys.bitlosophy.org/wp-content/uploads/2006/01/geolpuzzle-lab.jpg" alt="" width="400" height="249" /></p>
<p><strong>Geopuzzle</strong> nasce dal lavoro svolto in un workshop con ragazzi delle scuole medie di Jesi nel 2004. durante i <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5RxpBw-mXWg">lavori</a> abbiamo creato con l’aiuto dei ragazzi, una nostra mappa del fiume Esino. Stravolgendone il corso, abbiamo reso chiaramente visibile l’alterazione provocata dai materiali plastici industriali. Il fiume, così segmentato, perde definitivamente la propria continuità, unità e organicità originarie. Vogliamo ora coinvolgere una audience più vasta; crediamo che l&#8217;arte sia in grado di porsi come testimonianza e indicazione nei confronti della società. Per destare interesse sui problemi ambientali del fiume, faremo giungere a tutti i residenti dei Comuni della Valle Esina, la nostra immagine “significativa” stampata su comuni sacchi per spazzatura. Alcune migliaia di buste da noi progettate, verranno distribuite modo capillare. Il progetto è finanziato dall’Assessorato all’Ambiente della Provincia<a href="http://urp.comune.jesi.an.it/jesi/CityLightsJesi.nsf/0/85537c61c97c5cf7c1256ea1003708cb?OpenDocument" target="_self"> </a>di Ancona.</p>
<p><span style="color: #330000;"><strong>Geopuzzle</strong> originates from a <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5RxpBw-mXWg">workshop</a> held with primary schools students in 2004. We originally managed the re-drawing of Esino river&#8217;s profile on a map, on the basis that the massive intrusion of plastic waste materials, breaks the unity between natural and artificial categories, thus altering our sensorial perception of the landscape.<br />
Now we wish to involve the largest possible audience about the river environmental problems: we believe that art monitors the status-quo and is able to supply hints to society.<br />
We are about to print our altered map of the river on four thousand rubbish bags to be delivered to the residents of the river neighboured. The action is sponsored by the Ancona Province Commission for the Environment.</span></p>
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