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Dopo l’idea di “scultura sociale” proposta da Beuys appare evidente che qualsiasi spazio può diventare spazio artistico.
Beuys boys è il tentativo di utilizzare il blog come installazione digitale nell’estensione di Internet.
Beuys boys documenta con contenuti e immagini gli interventi o performance realizzati nell’ ambiente (naturale e urbano) da me ed altri.
L’accumulo di questi documenti può dare forma ad un’installazione in progress immanente allo spazio della rete. Si tenta di traslare alla “geografia” del Web,alcune esperienze attuate nel territorio e nella città, verificandone il cambiamento di senso o la sua perdita.
Beuys boys è aperto al lavoro di tutti coloro che, intervenendo con i mezzi dell’Arte in ambiti spaziali di ogni tipo, vorranno contribuire a modellare questo blog/installazione.
Tutti i materiali artistici che appaiono in Beuys boys hanno licenza Creative Commons; è quindi possibile, a partire da essi, elaborarne di nuovi condividendo la proprietà intellettuale con gli autori di partenza.
Massimo Cartaginese, architetto, si occupa di arte ambientale e pubblica dal 2002. Il suo lavoro si muove tra pratiche del riciclaggio, geopsicologia, geografia umanistica. Il nucleo concettuale è legato al rapporto tra percezione e coordinate spaziali ed utilizza mezzi e procedimenti caratterizzati dalla riproducibilità tecnica e dalla comunicazione mediale. E’ ideatore di Voyagerlab, collettivo artistico promotore di Progetto Voyager (2002/2004), rassegna pluriennale incentrata sul rapporto tra arti visive e riciclaggio. Con Voyagerlab ha inoltre realizzato: Contro la linea retta (con Oskar Barrile) 2003, performance nautica nella quale uno yacht attraversa il Mare Adriatico seguendo una rotta d’arte assolutamente non-lineare, registrata in tempo reale con rilevazione GPS. Geopuzzle (con Silvia Paoletti) 2006/2008, operazione di arte pubblica di tipo processuale: tra alterazione del paesaggio provocata dalla presenza di PVC e distorsione dell’ immaginario percettivo di chi lo abita. Paesaggi Interrotti (con Silvia Paoletti) 2009, installazione di arte pubblica che recupera l’uso del proverbio come “luogo comune” utile ad affrontare il tema delle alterazioni morfologiche del territorio. Tra le partecipazioni a rassegne ed iniziative, ricordiamo: Nove progetti per nove città - XVII Triennale di Architettura di Milano; Model:Raum -Kunstfactor -Berlino, 2005; Future Vision -Modesto Art Museum (California), 2007; Mediamorfosi – galleria SudLab Napoli, 2001; XD1 -galleria Spazio Concept, 2011, Milano.
Si sono occupati del suo lavoro Gabriele Perretta, Gabriele Tinti, Valerio Dehò.
contatti
Massimo Cartaginese
via Ad Alto n°13, 60121 Ancona (ITALY)
After Beuys’s notion of “social sculpture” every space can be an artistic one. Beuys boys is about public art. Its structure is mainly made by the reports of artistic performances or installations conceived for natural or urban environment. The storing of such documents shapes Beuys boys as a work in progress immanent to the Web. Beuys boys is also interested in the changes of meaning occurring to public art once it is set in the Web’s geography.
All materials shown here are under Creative Commons licence.
Massimo Cartaginese graduated in architecture. He deals with environmental and public art since 2002. His work considers the practices of recycling, geo-psycology, human geography. The conceptual core relates to the politics of the body with its perceptions and spatial coordinates, behavioral habits related to traveling and daily mobility which favor brevity and security. For his accomplishments Massimo employs different techniques and tools, always linked to the idea of mechanical reproduction and communication media. He is Voyagerlab founder and with this art group produced: Progetto Voyager (2002/2004), a three editions rewiev focusing on the relationship between visual arts and the practice of recycling. The performance Against the straight line (2003) during which a yacht sails between Ancona and Slplit following a completely non-linear, specifically designed route. The anomalous track is detected by radars as it unfolds, trough GPS satellite technology. Geopuzzle (with Silvia Paoletti-Voyagerlab) -2006/2008- a public art operation that explores the relationship between environmental pollution, alteration of the landscape, imaginary distorsion of those living there. Geopuzzle produces 4,000 specially designed -PVC garbage bags- (multiple works of art) and a questionnaire which are distributed via free press. Interrupted landscapes (with Silvia Paoletti-Voyagerlab) -2009 . The installation is made by large advertising posters (6×3 m) recovering the use of the local proverbs -in the sense of “commonplace” – thus focusing on the morphological changes of the Valle Esina due to the presence of industrial plants and refineries.
Among Massimo’s other participation in events and initiatives, are: Nove progetti per nove città – XVII Triennale of Architecture in Milan, 1987; Alfabeti cittadini - Viaindustriae – Foligno, 2007 (about the no-site); Model: Raum – Kunstfactor-Berlin, 2005 ; Future Vision – Modesto Art Museum (California), 2007 (mail art project).
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Massimo Cartaginese
via Ad Alto n°13, 60121 Ancona (ITALY)

