paesaggi interrotti / interrupted landscapes
PREMESSA
La struttura territoriale contemporanea è regolata da un ordine razionale la cui organizzazione non è accessibile a chi in pratica la vive. Pianificata a distanza da un occhio estraneo che la disegna seguendo un’idea (il progetto), mantiene chi la abita in uno stato di alienazione dai processi creativi, atrofizzandone la capacità di abitare. Il fenomeno di spaesamento è intrinseco alle modalità contemporanee e determina una condizione permanente di smarrimento urbano.
Se abitare significa stabilire una relazione con un orizzonte di riferimento, un territorio ridotto ai minimi termini da funzionalità economico-produttive ad alto impatto annulla la possibilità degli individui di relazionarsi al proprio ambiente.
Il fiume Esino non scampa a questo destino. Fermandosi a parlare con le persone più anziane che abitano lungo i suoi argini, si raccolgono sempre le stesse frasi: “…un tempo… diciamo fino a trent’anni fa… si portavano i bambini a giocare, a nuotare…”
La foce del fiume è ancora più pesantemente segnata, annullata da un intrico di zone industriali e reti infrastrutturali sempre distratte rispetto al valore nuturale e culturale dei luoghi. La presenza della raffineria Api sin dagli anni Cinquanta del Novecento è un segno impossibile da ignorare, e insieme allo scalo merci ferroviario contribuisce a rendere l’area una zona di confine, un territorio complesso e polimorfo, ma anche sfuggente e indistinto. (segue)
Massimo Cartaginese
“Ogni uomo prende i limiti del proprio campo visivo per i limiti del mondo.” (A. Schopenhauer)
“PAESAGGI INTERROTTI può inserirsi concretamente nell’area ed agire da cassa di risonanza, con un’operazione mediatica in grado di stimolare le proiezioni immaginative degli abitanti sul proprio territorio.”
Rileggo questa frase concisa: a f f e r m a t i v a. Fa parte della presentazione al progetto – 2006.
I miei obiettivi sono ancora tutti lì, in quelle poche parole (segue)
Silvia Paoletti
“e gli uomini se ne vanno ad ammirare gli alti monti e i grandi flutti del mare e i larghi corsi dei fiumi e l’immensità dell’oceano e le rivoluzioni degli astri, ma trascurano sè stessi”
è sant’agostino a parlare, citato da petrarca che ritrovo nel libro “la lettera del ventoso” curato da michael jakob
continuo a pensare che per fortuna sono dotata della capacità di stupirmi ogni volta di fronte a paesaggi già noti (segue)
INTERRUPTED LANDSCAPES is a public art intervention that VOYAGERLAB (Massimo Cartaginese /Silvia Paoletti) planned in 2006 to bear Fiumesino-Villanova quarters committees mobilized against the neighbouring and dangerous API refinery presence.
Since long the refinery’s productive activity set at zero all specific environmental qualities of river Esino’mouth and interrupted inhabitants’ fecund reference with their territory.
From 1950 on, the refinery altered the naturalistic area into a bare peripheral, discontinuous and heterogeneous zone. The refinery has produced air and waters pollution, it has triggered dangerous accidents for the collectivity, during which three workers died.
INTERRUPTED LANDSCAPES can actually insert itself in the area and act as resonance for public opinion at large and for the involved quarters’ residents, in particular.
Set up a few specific themes (related to the API activity results) our intervention fulfils itself by a series of promotional posters placed along Falconara’s (and the neighbouring Councils) streets.
By the quick ways of the advertising communication, the posters reiterate concepts such as the capacity of dwell and the sense of territory. In each poster a significant image is linked with a local proverb, an ephemeral commonplace knowing useful to gather the people together, who recognize their membership to a specific community.
PAESAGGI INTERROTTI will be inaugurated within the artistic review “L’acqua e la memoria” (The water and the memory) next august 2009.
